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venerdì 26 dicembre 2014

Anna Cappella L'eco del mio sentire

Anna Cappella

L'eco del mio sentire

Sento scorrere sottopelle,

nelle vene

arsure di dolori 

che non si dissetano,

sfinite angosce che non si placano:

riminiscenze di passate paure

corrugate nelle presenti memorie.

Quando vien la sera,

ho voglia di dimenticare, 

di sprofondare nell'oblio!

È allora che all'ombra del crepuscolo,

quando la notte si sovrappone al giorno,

tra la penombra di un tramonto, 

dipingo l'inconscio di coraggio

con parole riflesse 

nel silenzio della mente.

E scrivo,

scrivo

in un impulso tumultuoso

verso dopo verso

su vergini fogli

colmi di un nulla

che aspetta che afferri tra le mani

ritagli di attimi di me,

che strappi via dalla profusa luce

di un vuoto insaziabile,

un io fragile,

malinconico, 

irrequieto

e sottovoce sussurri

l'eco del mio sentire:

pensiero infinito della mia poesia.

Anna Cappella







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